Categoria: Machine Learning Breakthroughs

  • Scopri come ChatGPT search sta rivoluzionando la ricerca web per tutti gli utenti

    Scopri come ChatGPT search sta rivoluzionando la ricerca web per tutti gli utenti

    Nel contesto sempre mutevole dell’intelligenza artificiale, OpenAI ha fatto il notevole passo di aprire il suo strumento basato su IA per la ricerca online, ChatGPT Search, a ogni utente della piattaforma ChatGPT. Questo nuovo sviluppo indica un passo rilevante nella disponibilità delle tecnologie d’avanguardia che prima erano esclusive degli utenti con abbonamento premium. Ufficialmente lanciato a ottobre dell’anno corrente, il tool rappresenta la progressione del prototipo inizialmente chiamato SearchGPT presentato nei mesi estivi. Avvalendosi di una versione ottimizzata del potente modello GPT-4 sviluppato da OpenAI, lo strumento fornisce risposte composte da diverse sorgenti presenti sul web e include anche elementi multimediali quali immagini e video su YouTube.

    Funzionalità Avanzate e Accessibilità

    Con il lancio delle nuove funzionalità offerte da ChatGPT Search, gli utenti possono godere di un’esperienza più olistica e ben integrata nel panorama delle ricerche online. È ora possibile configurare ChatGPT Search come motore predefinito attraverso qualunque browser. Oltre a questo miglioramento nelle funzioni disponibili sul web, c’è stato anche un sensibile potenziamento dell’interfaccia mobile: le informazioni legate alle aziende – quali indirizzi fisici e contatti telefonici – sono perfettamente organizzate e si possono consultare direttamente nell’applicazione ChatGPT su dispositivi iOS sfruttando Apple Maps. Una svolta rilevante è rappresentata dall’aggiunta della Modalità Voce Avanzata che abilita interazioni dinamiche, semplificando notevolmente la fruizione immediata delle informazioni attuali reperite online.

    Impatto e Controversie nel Settore Editoriale

    Pur nel contesto delle innovazioni, l’espansione dell’uso di ChatGPT Search incontra alcune critiche. Un numero di editori solleva dubbi circa le potenziali conseguenze negative derivanti dall’utilizzo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale come ChatGPT Search in termini di visibilità sul web. Recenti studi mostrano una diminuzione del traffico verso i siti web, stimata intorno al 25%, a causa del minor rilievo assegnato ai collegamenti diretti alle singole pagine. OpenAI ha preso in considerazione tali preoccupazioni adattando il sistema ai feedback dei partner riguardo alla selezione degli articoli pertinenti e alla lunghezza delle sintesi prodotte attraverso ChatGPT Search.

    Un Futuro di Crescita e Innovazione

    Per OpenAI, ChatGPT Search si configura ancora come una colonna portante della propria strategia di sviluppo futuro. La società sta costantemente lavorando per migliorare l’usabilità dello strumento rendendolo più rapido e semplice da utilizzare. Tale espansione non simboleggia solo un passo avanti tecnologico ma offre anche una chance di trasformare le modalità d’interazione tra gli utenti e le informazioni sul web.

    All’interno del mondo dell’intelligenza artificiale, la nozione centrale riguarda il machine learning, che abilita i sistemi ad acquisire conoscenze ed evolversi autonomamente dall’esperienza senza programmazione esplicita. Al cuore di ChatGPT Search si trovano tali principi, grazie all’uso di algoritmi sofisticati atti a decodificare e rispondere alle esigenze dei fruitori con progressiva accuratezza.

    Un ulteriore tratto distintivo delle IA moderne è dato dal natural language processing (NLP), tramite cui i calcolatori sono in grado di comprendere, interpretare e produrre comunicazione verbale umana. Fondamentale per applicazioni tipo ChatGPT Search che devono decifrare interpellanze ed elargire riscontri opportuni agli utilizzatori. Meditando su tali progressi, è possibile domandarsi in che modo l’IA persisterà nel rimodellare il nostro approccio all’acquisizione delle informazioni e quale funzione essa assumerà nel tessuto della nostra esistenza giornaliera.

  • Come l’AI Act rimodellerà il futuro della responsabilità tecnologica?

    Come l’AI Act rimodellerà il futuro della responsabilità tecnologica?

    L’attuazione dell’AI Act dall’agosto 2024 segna una tappa cruciale nella regolamentazione globale delle tecnologie artificiali nell’UE. Questa legislazione impone requisiti dettagliati e precisi obblighi legali a diversi partecipanti nel settore delle intelligenze artificiali: si va dai fornitori agli utenti finali della tecnologia. La metodologia adottata si concentra sul livello di rischio: quanto più un sistema d’intelligenza artificiale comporta rischi significativi, tanto più stringente risulta il quadro normativo cui deve attenersi. Sistemi con rischiosità giudicate inaccettabili sono vietati; quelli con alti livelli di rischio devono invece conformarsi a severissimi requisiti.

    Tale normativa coinvolge tutte le parti operative nel comparto europeo delle IA: vi rientrano non solo fornitori ma anche importatori e distributori insieme ai produttori di articoli contenenti tecnologie fornite da altri operatori. Fondamentale è il ruolo attribuito al “deployer”, persona fisica o giuridica, locale o internazionale rispetto all’UE ma sempre operante sotto propria giurisdizione se dirige verso l’utilizzo nell’Unione i risultati dei propri processamenti tramite IA. Tale strategia evoca il concetto di responsabilità (accountability) paragonabile a quello delineato dal GDPR, permettendo alle persone danneggiate di riconoscere l’attore responsabile e garantendo che tale attore fornisca evidenza della conformità con gli standard del settore.

    Provider e Deployer: Ruoli e Responsabilità Distinte

    Nel contesto normativo delineato dal Regolamento, vi è una chiara demarcazione tra due figure chiave: il provider e il deployer. Ai provider spetta il compito dello sviluppo nonché della commercializzazione dei sistemi di intelligenza artificiale. Essi sono vincolati ad accertarsi che tali sistemi soddisfino rigorosamente gli obblighi previsti dalle norme in tema di gestione dei rischi associati all’utilizzo dell’IA, come pure quelli legati alla qualità intrinseca dei dati trattati e alla trasparenza d’uso. Ulteriormente richiesti sono l’adozione di un sistema idoneo a gestire efficacemente la qualità nonché il mantenimento della documentazione tecnica atta a dimostrare tale adesione normativa.

    I deployer invece si concentrano su come i sistemi d’intelligenza artificiale vengano impiegati nella pratica quotidiana; spetta infatti a loro instaurare quelle misure tecnico-organizzative necessarie per garantirne un utilizzo aderente alle istruzioni emanate dai produttori stessi (provider), supervisionando umanamente ogni operazione svolta dal sistema con continuità ed accuratezza. Anche l’accertamento dell’attinenza e rappresentatività degli input rimane cruciale così come la conservazione dettagliata dei log operativi entro termini prestabiliti.

    La Sovrapposizione tra Provider e Deployer

    Non esiste una separazione rigorosa tra provider e deployer; in alcuni scenari questi ultimi possono anche svolgere la funzione dei primi, dovendo quindi affrontare gli obblighi previsti da tale qualifica. Questo avviene se il deployer associa il suo brand a sistemi di IA già presenti sul mercato con elevato rischio oppure ne altera significativamente la destinazione d’uso iniziale. In queste situazioni particolari spetta al deployer garantire che tali sistemi siano conformi alle leggi vigenti.

    È imperativo identificare con precisione la propria posizione per evitare sanzioni indesiderate assicurandosi di rispettare le norme. Le aziende sono chiamate a precisare accuratamente ruoli e compiti dentro l’organizzazione così come nelle relazioni commerciali con i loro fornitori; inoltre dovrebbero stipulare accordi contrattuali adeguati affinché i rischi vengano opportunamente gestiti.

    Conclusioni: Verso una Gestione Responsabile dell’Intelligenza Artificiale

    Il Regolamento riguardante l’Intelligenza Artificiale rappresenta un passo significativo verso una conduzione dell’IA che sia sicura e responsabile, evidenziando aspetti come trasparenza, sicurezza e protezione dei diritti fondamentali. Tuttavia, la messa in pratica richiede una valutazione precisa dei ruoli e delle responsabilità lungo tutto il percorso del valore dell’IA, accompagnata da una collaborazione intensa tra provider e utenti per garantire il rispetto delle norme.

    In un mondo sempre più interconnesso e tecnologicamente avanzato, l’intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide più significative per la società moderna. Il concetto essenziale all’interno dell’intelligenza artificiale è il machine learning, attraverso il quale questi sistemi apprendono dalle informazioni ricevute, migliorandosi progressivamente nelle prestazioni. Tale processo cognitivo è vitale per molteplici utilizzi dell’IA, dai motori di ricerca fino ai sistemi avanzati di riconoscimento vocale.
    Nell’ambito più sofisticato dell’IA emergono le reti neurali profonde, progettate per emulare la rete complessa del cervello umano al fine di elaborare dettagli intricati. Esse sono alla base delle moderne rivoluzioni quali la traduzione automatica o la conduzione autonoma dei veicoli. Nonostante ciò, l’utilizzo intensivo porta in superficie anche delle questioni etiche e legate alla responsabilità individuale o collettiva, le quali devono essere gestite mediante un’attenta considerazione insieme a regole idonee.

    Concludendo, poiché l’intelligenza artificiale prosegue nella sua crescita esponenziale, diviene imprescindibile fare affidamento su regolamenti come l’AI Act per guidarne lo sviluppo responsabile; questo dovrà assicurarsi che gli esiti benefici offerti dalla tecnologia siano equamente disponibili a ciascuno senza porre in secondo piano né la sicurezza personale né i diritti fondamentali degli esseri umani.

  • Come l’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro e la società

    Come l’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro e la società

    Nel panorama contemporaneo, l’Intelligenza Artificiale (IA) si presenta come un fenomeno complesso e poliedrico, capace di suscitare al contempo entusiasmo e preoccupazione. Durante un recente convegno presso l’Università Cattolica, le parole di Papa Francesco hanno risuonato come un monito: l’IA è uno strumento “affascinante e tremendo”, che richiede una riflessione profonda e consapevole. Questo incontro ha visto la partecipazione di numerosi esperti e rappresentanti di associazioni laicali, che hanno esplorato le sfide e le opportunità offerte dall’IA. La discussione ha messo in luce la necessità di una regolamentazione adeguata, capace di affrontare le implicazioni etiche e sociali di questa tecnologia in rapida evoluzione.

    Opportunità e Sfide nel Mondo del Lavoro

    Oggi l’intelligenza artificiale si erge come una pietra miliare della nostra quotidianità, avendo ripercussioni significative su settori come il lavoro e la sanità. Essa viene impiegata in molteplici ambiti: dalle diagnosi attraverso l’elaborazione delle immagini mediche fino alla generazione di contenuti artistici, rafforzando così la creatività umana. Nonostante ciò, emergono timori riguardo ai suoi effetti sul panorama occupazionale. L’incremento dell’automazione nei processi lavorativi e la competenza dell’IA nel risolvere problemi complessi sollevano questioni inerenti alla stabilità del lavoro e al bisogno urgente di riqualificare i professionisti esistenti. È imprescindibile che governi e aziende collaborino sinergicamente durante questo cambiamento epocale per garantire che l’introduzione dell’IA avvenga in maniera etica ed equa.

    La Regolamentazione Europea e l’Etica dell’IA

    La regolamentazione normativa intrapresa dall’Unione Europea mira a garantire l’impiego sicuro ed etico dell’intelligenza artificiale. Attraverso il Regolamento europeo approvato nel 2023 sull’Intelligenza Artificiale, si propone di categorizzare tali sistemi secondo il loro grado di rischio, imponendo vincoli più severi per quelli classificati come ad alto rischio. Tale normativa risulta essenziale per proteggere i diritti fondamentali degli individui e favorire un uso dell’intelligenza artificiale che risponda al bene collettivo. Principi quali trasparenza, affidabilità e controllo umano sono essenziali nel dirigere lo sviluppo nonché l’attuazione delle suddette tecnologie.

    Conclusioni: Verso un Futuro Sostenibile con l’IA

    Nel panorama moderno, l’intelligenza artificiale emerge come una delle più grandi sfide dell’era contemporanea, con il potere di mutare radicalmente la nostra società. È indispensabile orientarne lo sviluppo attraverso criteri etici chiari e regolamentazioni adeguate, così da distribuire equamente i benefici derivanti dall’uso dell’IA ed evitare pericoli inutili. Per costruire un domani in cui l’IA rappresenta una forza propulsiva del progresso umano, si rende necessario coinvolgere istituzioni, aziende e cittadini.
    Nell’ambito del discorso sull’intelligenza artificiale, un concetto preliminare significativo è quello del machine learning. Si tratta della capacità delle macchine di apprendere autonomamente dai dati disponibili ed ottimizzare le proprie funzioni con il trascorrere del tempo. Un procedimento fondamentale in molte applicazioni d’intelligenza artificiale: dalle piattaforme social fino ai sistemi diagnostici nel campo medico.

    Sul versante dei temi più avanzati si colloca invece il deep learning, parte specifica del machine learning che impiega reti neurali artificiali per esaminare ampie serie di dati ed individuare pattern articolati. La tecnologia in questione funge da fondamento per svariate innovazioni degli ultimi tempi, quali il riconoscimento facciale e i sistemi di traduzione automatica. Considerando queste idee, risulta indispensabile riflettere su come bilanciare lo sviluppo tecnologico con la necessità imperativa di salvaguardare i diritti umani e favorire il benessere sociale. Si tratta di un compito impegnativo, ma vitale per assicurare che l’intelligenza artificiale sia una risorsa vantaggiosa disponibile a tutta la comunità.

  • La commissione europea critica il disegno di legge italiano sull’intelligenza artificiale

    La commissione europea critica il disegno di legge italiano sull’intelligenza artificiale

    La Commissione Europea ha recentemente emesso un parere circostanziato riguardante il disegno di legge italiano sull’intelligenza artificiale, attualmente in fase di esame al Senato. Questo parere mette in luce le discrepanze tra il disegno di legge italiano e l’AI Act europeo, suggerendo un allineamento per evitare restrizioni eccessive e garantire l’indipendenza delle autorità di verifica. La Commissione ha sottolineato l’importanza di non limitare l’uso di sistemi di IA non classificati come “ad alto rischio” nelle professioni intellettuali e ha invitato a un utilizzo più ampio nell’ambito giudiziario, anche per sistemi classificati come “ad alto rischio” purché non rappresentino un rischio significativo.

    Inoltre, il parere richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere un livello di indipendenza delle autorità nazionali competenti, simile a quello previsto dalla direttiva UE 2016/680. La Commissione ha anche espresso preoccupazioni riguardo agli obblighi informativi in ambito sanitario, suggerendo che dovrebbero essere limitati all’impiego dell’IA senza estenderli ai vantaggi diagnostici e terapeutici. Alla fine, la valutazione critica la richiesta di identificare i contenuti creati dall’intelligenza artificiale con marcatori visibili, giudicando che tale obbligo sia ridondante rispetto a quello già stabilito dalle normative europee.

    Quadro Etico e Normativo dell’Intelligenza Artificiale nell’Unione Europea

    Il Parlamento Europeo ha introdotto una nuova risoluzione che traccia un quadro etico per guidare l’intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie collegate. L’obiettivo è garantire uno sviluppo tecnologico rispettoso dei diritti umani fondamentali così come dei valori centrali dell’Unione Europea. La decisione mette in evidenza quanto sia vitale adottare un metodo armonioso per evitare incoerenze normative mentre si punta sull’affidabilità delle innovazioni legate all’intelligenza artificiale.

    Il sistema normativo proposto poggia su pilastri quali trasparenza, spiegabilità, equità e responsabilità, con lo scopo principale di salvaguardare i cittadini dagli eventuali rischi correlati alle IA. In aggiunta, il Parlamento Europeo ha sottolineato la rilevanza della diffusione del sapere digitale nel sistema educativo per accrescere la conoscenza degli utenti riguardo ai vantaggi e alle sfide inerenti all’IA. Si riconosce inoltre nella risoluzione il contributo fondamentale dato dalle PMI e dalle start-up nell’ambito innovativo; essa spinge pertanto per una misura equilibrata che ne favorisca lo sviluppo creativo.

    Criticità del Sistema di Responsabilità per l’Intelligenza Artificiale

    L’organo di vigilanza europeo per la protezione dei dati personali, noto come GEPD, ha manifestato allarme rispetto al sistema responsabilistico applicabile ai sistemi d’intelligenza artificiale non contrattuali. Le direttive europee proposte in quest’ambito mostrano carenze significative, specialmente nel coordinarsi con il GDPR e nel chiarire cosa costituisce un danno meritevole di risarcimento. Il GEPD sottolinea che le regole attualmente in vigore riguardanti la colpa potrebbero risultare inappropriate nell’affrontare i danni prodotti dagli algoritmi IA data la loro complessità e mancanza di trasparenza.
    Il garante esorta affinché gli individui lesi dall’intelligenza artificiale creata o impiegata dalle istituzioni comunitarie godano dello stesso livello protezionistico riservato ai danneggiamenti provenienti da soggetti privati. A tal proposito, incoraggia un allargamento delle tutele procedurali a ogni caso coinvolgente l’intelligenza artificiale senza differenziarne il grado di rischio e si impegna affinché le informazioni condivise siano intellegibili.

    Conclusioni e Riflessioni sull’Intelligenza Artificiale

    La sfida complessa e coinvolgente dell’intelligenza artificiale segna il nostro tempo attuale. Normare questa tecnologia richiede equilibrio fra innovazione continua e protezione dei diritti basilari degli individui. La Commissione Europea assieme al Parlamento Europeo sta delineando una cornice legislativa volta a promuovere un impiego etico, prudente ed equo dell’IA, salvaguardando i diritti della cittadinanza.

    Il principio centrale legato all’intelligenza artificiale è conosciuto come machine learning; attraverso esso, i sistemi possono apprendere dai dati migliorandosi con l’esperienza acquisita col trascorrere del tempo. Tale meccanismo risulta cruciale nell’elaborazione di applicazioni d’IA capaci d’adattarsi a circostanze impreviste o complesse.
    Avanzato è invece il concetto di explainable AI (XAI), il quale concerne la facoltà delle macchine intelligenti nel fornire giustificazioni comprensibili sulle proprie scelte operative ed esecutive, particolarmente rilevante in quei contesti ove tali scelte potrebbero incidere sensibilmente sui diritti umani o sulla qualità della vita individuale. Esaminando questi fattori, risulta palese che l’intelligenza artificiale ha la capacità di rivoluzionare profondamente il nostro contesto sociale. Nonostante ciò, è fondamentale che il progresso e l’applicazione dell’IA seguano linee guida etiche e normative ben definite, per garantire un accesso equo ai suoi benefici e una gestione efficace dei pericoli connessi.

  • Come l’intelligenza  artificiale sta rivoluzionando l’aeroporto di  Bologna

    Come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando l’aeroporto di Bologna

    L’Aeroporto Marconi di Bologna ha recentemente inaugurato un nuovo punto informazioni, denominato “I-Care”, che rappresenta un significativo passo avanti nell’assistenza ai passeggeri grazie all’integrazione di soluzioni tecnologiche avanzate. Situato al piano terra del Terminal passeggeri, vicino all’uscita Arrivi, il punto “I-Care” è operativo ogni giorno dalle 5 alle 24. Questa iniziativa è parte di un più ampio progetto di riqualificazione degli spazi e di innovazione tecnologica, volto a migliorare l’esperienza dei passeggeri attraverso l’uso di sistemi di intelligenza artificiale e nuovi canali di comunicazione.

    Un Nuovo Approccio alla Customer Experience

    Il cuore pulsante del rinnovato servizio è rappresentato dai chatbot già implementati su Facebook Messenger. Presto saranno integrati in altri canali al fine di assicurare risposte celeri e omogenee su numerosi argomenti che spaziano dai parcheggi agli scioperi. Come osserva Silvia Lombardi, che dirige Innovazione, Sostenibilità, Qualità e ICT presso l’aeroporto: adottare mezzi digitali per comunicazioni è imperativo per garantire un’assistenza efficiente e facilmente accessibile a tutti. Lo scopo primario consiste nell’offrire soluzioni rapide e appropriate, ottimizzando il flusso informativo fra ogni singolo operatore coinvolto.

    Certificazioni e Prospettive Future

    Durante l’inaugurazione ufficiale, Nazareno Ventola, Amministratore Delegato presso l’Aeroporto di Bologna, ha proclamato che lo scalo è stato insignito del secondo livello di certificazione del programma Airport Customer Experience Accreditation promosso da ACI World. Questa distinzione è una testimonianza del lavoro svolto per innalzare la qualità dei servizi e della gestione delle attività relative all’esperienza del cliente attraverso le nuove tecnologie. In aggiunta a ciò, Ventola ha delineato i piani futuri dell’aeroporto: espandere le zone commerciali e rinnovare le aree adibite ai gate e agli imbarchi con l’obiettivo dichiarato di ultimare tali opere entro la stagione autunnale del prossimo anno.

    Un Futuro Promettente per l’Aeroporto di Bologna

    L’introduzione del punto informazioni “I-Care” rappresenta un passo significativo verso un futuro in cui la tecnologia gioca un ruolo centrale nel miglioramento dei servizi aeroportuali. Con l’adozione di soluzioni innovative e l’attenzione alla customer experience, l’Aeroporto di Bologna si pone come un modello di riferimento nel panorama aeroportuale europeo. La crescita prevista dei voli, soprattutto verso il Nord Europa, e l’attenzione alla gestione degli slot aeroportuali, indicano un futuro promettente per lo scalo bolognese.

    In un contesto in cui l’intelligenza artificiale diventa sempre più centrale, è interessante riflettere su come essa possa trasformare l’esperienza dei passeggeri negli aeroporti. L’applicazione dell’intelligenza artificiale si concretizza nel potenziamento dell’efficienza operativa e nell’offerta di servizi altamente personalizzati e pronti. Il concetto cardine qui è il machine learning, che consente ai sistemi informatici di evolversi grazie all’analisi dei dati raccolti, migliorando progressivamente le proprie funzionalità. Un’evoluzione ulteriore risiede nell’impiego degli algoritmi del natural language processing, atti a comprendere le richieste dei viaggiatori con una risposta più naturale ed efficace. Con queste innovazioni come fondamento, possiamo immaginare aeroporti trasformati da meri luoghi di passaggio a ambienti sinergici dove convergono tecnologia avanzata ed elementi umani per una migliore esperienza del viaggio stesso.

  • Il  divario tra urgenza e preparazione  nell’adozione dell’AI: cosa dicono i dati

    Il divario tra urgenza e preparazione nell’adozione dell’AI: cosa dicono i dati

    Le imprese continuano a puntare sull’intelligenza artificiale nonostante gli esiti piuttosto modesti ottenuti finora dai progetti in essere. Nei prossimi cinque anni, si prevede che la porzione di budget IT dedicata all’AI aumenterà a circa il 30%, quasi duplicando l’attuale cifra stanziata. La metà circa delle aziende lamenta il mancato raggiungimento degli obiettivi iniziali da parte dei progetti AI; tuttavia, il 59% è fiducioso nell’effetto positivo degli investimenti futuri e una visione simile è abbracciata dal 28% delle realtà italiane considerate. Questo ottimismo verso l’avvenire dell’AI è senz’altro promettente ma implica uno sforzo continuo per oltrepassare le sfide correnti.

    Riflessioni sull’Intelligenza Artificiale

    L’universo dell’intelligenza artificiale è ampio e sofisticato, con al suo centro il machine learning, una branca cruciale dell’AI focalizzata sull’apprendimento autonomo delle macchine tramite i dati forniti loro. Tale processo diviene fondamentale per forgiare sistemi capaci di elevare progressivamente le proprie capacità senza necessitare di interventi umani continuativi. Un principio più complesso legato a ciò è rappresentato dal deep learning, che sfrutta reti neurali artificiali per assimilare e decifrare dati intricati. Queste tecnologie promettono grandi cambiamenti in molti ambiti ma necessitano di adeguata infrastruttura e personale formato per essere applicate efficacemente.

    Ragionando su tali premesse, si deduce quanto sia fondamentale non solo finanziare la tecnologia stessa ma promuovere anche formazione mirata e sviluppo della cultura aziendale ad essa associata. Attraverso una strategia integrata che contempli ogni singolo aspetto rilevante sarà possibile per le aziende cogliere pienamente i vantaggi offerti dall’intelligenza artificiale: la sfida presenta certamente molte difficoltà, tuttavia risultano assai maggiori le possibilità offerte dalla sua completa applicazione riuscita.